QUELLO CHE NON HO

Neri Marcorč

dal 26 al 27 GENNAIO
Feriali ore 21,00

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Settore UnicoPrezzo
Intero€ 33,00
Gruppi (10+)€ 27,50

Teatro dell'Archivolto
liberamente ispirato all'opera di Pier Paolo Pasolini
e con Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini (voci e chitarre)
canzoni di Fabrizio De Andrè
arrangiamenti musicali Paolo Silvestri
collaborazione alla drammaturgia Giulio Costa
drammaturgia e regia Giorgio Gallione

durata 80 minuti senza intervallo 

Nel 1963 Pier Paolo Pasolini con " La rabbia", poema filmico che intreccia analisi politica a vibrante invettiva, costruisce una personale visione del mondo di quegli anni insieme lucida e beffarda, affettuosa e spietata. Racconta un'epoca di grandi utopie, di boom economico ma pure l'inizio di "una nuova orrenda preistoria", figlia del consumismo più sregolato e della distruzione dell'etica e del paesaggio; un mondo che corre ciecamente verso la modernità e che fatica a coniugare sviluppo e progresso.
Da questa libera ispirazione nasce questo spettacolo, un affresco teatrale che cerca di interrogarsi sulla nostra epoca, in equilibrio instabile tra ansia del presente e speranza nel futuro. Ci serviremo per questo di storie emblematiche, quasi parabole del presente, che raccontano (anche in forma satirica) nuove utopie, inciampi grotteschi e civile indignazione. A questo tessuto narrativo incroceremo le canzoni di Fabrizio De Andrè, poesie in musica che passano dalle ribellioni e dai sarcasmi giovanili alla visionarietà dolente delle "anime salve" e dei perdenti contemporanei, costruendo idealmente un dialogo, etico e politico, tra due narrazioni dell'Italia e del mondo di due artisti spesso in assonanza.
Nelle ultime stagioni Neri Marcorè ha molto frequentato il teatro musicale, esplorando tra l'altro Gaber e i Beatles e costruendo spettacoli che guardano sia al teatro civile che alla bizzarra giocosità del surreale. Con "Quello che non ho" siamo di fronte ad un anomalo, reinventato esempio di teatro canzone che, ispirandosi a due giganti del nostro recente passato (De Andrè e Pasolini) prova a costruire una visione personale dell'oggi. Un tempo nuovo e in parte inesplorato in cerca di idee e ideali.

"Come può un artista, un intellettuale, raccontare a chi non l'ha vissuto, cosa è stato il nostro tempo? Una volta chiesero a un direttore d'orchestra, Furtwangler: "Quanto dura il concerto di Mozart che lei dirigerà stasera?" E il direttore rispose: "Per lei dura quarantadue minuti, per chi ama la musica dura da 300 anni".
Stiamo producendo orrori e miserie, ma anche un tempo fatto di opere meravigliose, quadri, musica, libri e parole. Eredità e testimonianza della civiltà umana sono le frasi di Leonardo: "seguiamo la fantasia esatta", di Mozart "siamo allievi del mondo", di Rameau "Trovo sacro il disordine che è in me", di Beckett "non siamo che figura e sfondo", di Monet "voglio un colore che tutti li contenga", di Fabrizio De Andrè "Vado alla ricerca di una goccia di splendore", fino alle utopiche provocazioni di Pasolini "E' venuta ormai l'ora di trasformarsi in contestazione vivente".

dal 26 al 27 GENNAIO

Feriali ore 21,00

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Intero€ 33,00
Gruppi (10+)€ 27,50
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